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Domani la Pallavolo Molfetta ospita l´Atripalda
02-01-2010 - Notizie dalle società
Ingresso gratuito, fischio d´inizio alle 20. Roberti: "Li conosciamo, sono forti ma stavolta il pubblico ci darà una mano"
Una vittoria (più è netta, meglio è) per accedere alle Final Four. È il senso della partita di domani della Pallavolo Molfetta, che attende l´Atripalda al PalaPoli per il ritorno dei quarti di finale di coppa Italia. All´andata, mercoledì scorso, finì 3-1 per gli irpini. Domani, in caso di vittoria per 3-0, passeranno i molfettesi, se finisse 3-1, servirebbe un set supplementare. Ogni altro risultato favorirebbe l´Atripalda. Un vero match da dentro o fuori quindi, che accende già entusiasmo e passione dei tifosi. Mai come domani servirà il loro contributo per quella che dovrà essere un´impresa. La società ha predisposto l´ingresso gratuito proprio per fare in modo che, a partire dalle 20, orario di inizio della partita, il palazzetto possa essere l´autentico uomo in più. Oltre alla Pallavolo Molfetta, in lizza per il passaggio del turno sono Ciesse Volley Brolo (favorito sull´Heraclea Gela in virtù della vittoria per 3-1 fuori casa), Cantù (3-0 all´andata contro il Segrate) e Igo Carige Genova (netto 3-0 ai danni del Correggio). La Final Four è un obiettivo che alletta un po´ tutti in casa Pallavolo. Lorenzoni dovrà ancora fare a meno di Valente, ai box almeno un mesetto ancora, ma il resto della truppa è al meglio. Chi avrà ambizioni particolari è Luca Roberti, che vivrà un match nel match con Salvatore, opposto dell´Atripalda. "È già la terza volta che succede quest´anno - afferma lo schiacciatore romano - e speriamo che domani vada diversamente dalle due precedenti. Con mio fratello ci scherziamo su, viviamo tutto con serenità, senza problemi. Ad aiutarci stavolta sarà il fattore campo, che per loro è sempre molto importante. È una partita sicuramente difficile, sappiamo di affrontare una bella squadra, ma sono convinto che potremo fare molto bene". All´andata Roberti è stato chiamato in causa a partita in corso e non ha demeritato. Come, d´altronde, non ha mai demeritato quando è stato chiesto il suo apporto. "Uno fa sempre il massimo - conclude - ma si può sempre migliorare e far meglio".