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Correggio sul tetto dŽItalia - Leggete le parole dŽamore di Mattia Malmusi

26-04-2011 07:55 - Notizie dalle società
Il martello modenese, che ha vestito la maglia rossoblu dal 2004 al 2007, ci racconta cosa significa far parte della famiglia del Correggio Volley: "Nessuna società è paragonabile a questa, credetemi"

Le sue sono parole d´amore, che sgorgano come un fiume in piena dal profondo di un cuore che, seppur da ormai 4 anni non vesta più quella magica divisa, batte ancora fortissimo per i colori rossoblu.
Mattia Malmusi, 27 anni da Casinalbo, è uno di quei giocatori che ha lanciato, di fatto, l´epopea del Correggio Volley che sabato è salito sul tetto d´Italia.
Tre stagioni in rossoblu, dal 2004 al 2007, le prime di coach Astolfi, Stefano Ricchetti e Riccardo Raimondi, le tre bandiere che sabato sono diventati campioni d´Italia.
Come ha detto nel post-trionfo Ricky il leone, "sono tutti campioni d´Italia quelli che in questi anni hanno giocato, sofferto e gioito assieme a noi".
Mattia Malmusi è uno di questi, uno che "fatica a venire a vedere i ragazzi, perché emotivamente mi dispiace non farne più parte.
Il successo di sabato mi ha reso però l´uomo più felice del mondo: quella del Correggio Volley è una famiglia, sono tutte persone che adoro e che meritavano una soddisfazione del genere.
Ho quattro vesciche in una mano, a forza di battere al tamburo... però scrivi che le ho perché Marcello (Baracchi, ndr) e Robby (Astolfi, ndr) se le erano già distrutte prima di me".
Il martello modenese non si ferma più, tra ricordi e aneddoti che fan capire la magia dell´ambiente correggese.
"Personalmente, il ricordo più bello è stata la promozione in B1 (nella foto, sta per arrivare la doccia con un giovanissimo Ricchetti), al termine di un campionato fantastico.
Perdemmo lo scontro diretto con la Villa d´Oro, finendo a giocarcela ai play-off.
Nel doppio scontro con Monselice, vincemmo 3-0 in casa loro e in una palestra dove faceva un caldo pazzesco, contro un opposto come Maniero, 210 cm di pura forza.
Per simularlo a muro, il prof. Astolfi salì su un tavolo, prese una sedia tenendola alta con due mani, dandoci stampate a ripetizione... fu divertente, alla fine la sedia era deformata!
Andò poi bene, vincemmo 3-1 anche al Pala Einaudi e fummo promossi".
Poi si passa all´amico e compagno di una vita, Stefano Ricchetti.
"Ste per me è un fratello, ci conoscemmo nel 1999, io giocavo per il primo anno a pallavolo e lui era il capitano e la banda della nostra 1^ divisione dell´Anderlini.
Da allora siamo sempre stati molto legati perché entrambi giocavamo e ci allenavamo con tutto il cuore. Ste è esattamente quello che esprime in campo, un cuore grande come un palazzo. Un coraggio da leone e la consapevolezza che è partito dal fondo, senza nessun talento fuori dal comune, lavorando con umiltà, lottando e migliorando ogni anno.
Credo che nessuno possa dire di aver avuto un compagno migliore di Stefano Ricchetti, uno che non si mette mai sopra agli altri, e un ragazzo di una sensibilità straordinaria".
Poi c´è il leone, Ricky Raimondi...
"Il leone... racconto l´evoluzione...
Io e lui eravamo avversari, Anderlini contro Casa Modena, poi lui esplose l´anno in B2 che giocava con Dragan (Travica, il regista della Nazionale italiana, ndr).
L´anno dopo (stagione 2004/05) ci ritrovammo a Correggio, e lui inizialmente fece fatica ad adattarsi al nuovo palleggiatore perché sai com´è, con Travica faceva i morti...
In quell´anno di B2 prendemmo un sacco di cartellini.
Lui era focoso, un vero guerriero, prese 3 gialli e un rosso a Segrate, davvero incredibile!
Questa la racconto, anche se potrei pentirmene...
A Segrate, all´ennesimo errore arbitrale, Ricky non ci vide più: parolaccia in faccia all´arbitro e rosso!
Marcello (Galli, ndr) va per fare il cambio, Ricky è furioso, il secondo arbitro gli dice che deve uscire, lui si gira e gli spara un "tu vaff...".
L´anno dopo si disciplinò molto e diventò assolutamente devastante, una vera belva, sia nell´anno della promozione in B1, sia nella prima annata nella categoria superiore.
Questo per dirvi quanto Riccardo Raimondi sia un giocatore che morirebbe per la sua squadra, e fuori dal campo un vero amico.
Ha un gran cuore ed è un compagno stupendo, uno che in campo non ti fa preoccupare, perché sai che c´è sempre lui che chiama la palla quando brucia e si prende la responsabilità.
Non ricordo più quale anno fosse, ma quando Ricky prendeva un cartellino, poi soffriva come una bestia, perché magari era stato un giallo pesante o perché sarebbe scattata la squalifica.
Si rendeva conto di aver sbagliato e ci stava così male che mandava un messaggio a tutti i suoi compagni, chiedendo scusa e dicendo che aveva sbagliato ma avrebbe fatto meglio.
E´ un aneddoto intimo, ma credo renda l´idea di che ragazzo sia Ricky".
Il Professore, Gianfranco Astolfi.
"Ah, il prof...
Un maestro, uno che avrà i suoi difetti, ma è veramente competente, tecnicamente e tatticamente, ed è un fenomeno nel costruire le squadre.
E´ un allenatore che, quando non lo hai più, lo rimpiangi per sempre.
L´impressione che dà è di essere uno che nei rapporti coi giocatori sia pane al pane, vino al vino, ma in realtà è uno che instaura un legame fortissimo con i propri giocatori.
Alla lunga ricevi moltissimo da lui, e vuole un bene dell´anima a tutti i suoi ragazzi.
E´ un vincente, anche se l´ho sentito apostrofare come fortunato in passato...
Eh no, se infili tutti questi risultati non può essere solo fortuna, in realtà è bravissimo nell´organizzazione della squadra: poche regole di base, sempre quelle, e la squadra dopo un pò va come un orologio svizzero e i giocatori crescono.
Ha portato gente di serie C fino alla B1, e alcuni di loro sono campioni d´Italia, e non dico altro...
Comunque il prof è un insegnante di pallavolo di alto livello, e il suo segreto di pulcinella è il muro... come allena lui il muro non c´è nessuno, infatti le sue squadre hanno sempre dei centrali della madonna.
Carretti e Manfrin erano delle furie, così come Fonta e Lanc.
Fonta e Lanc... altri ricordi... il primo è un´altra belva in campo, ho giocato con lui solo un anno purtroppo, ma a lui non farebbe paura nemmeno un centrale russo di 220 cm.
Poi Lanc, un altro caro amico... un giocatore da serie A subito, lo vedrebbe anche un cieco.
E poi cosa dire di Giò (Giordano Gualerzi, ndr): una persona magnifica e un grande uomo spogliatoio.
A Correggio cambiano i giocatori, ma quelli che incarnano certi valori restano e sono quelli che ogni anno costruiscono il gruppo che si vede in campo.
Me li immagino, i Daldello e i Romani che arrivano per la prima volta, vengono subito coinvolti come fossero amici di lunga data e si fanno trascinare solo dalla voglia di giocare, divertirsi e stare insieme e vincere.
Niente invidie, niente contratti stratosferici, e questo è merito rispettivamente del prof e di una società semplicemente magnifica, che si rifiuta di andare a cercare giocatori che non sposano questa filosofia.
Ecco, Fonta è uno di quelli che plasma il gruppo fuori dal campo e la società è il meglio che si possa desiderare. In giro, non c´è niente di paragonabile al Correggio Volley.
Sono contento che ora tutta la città li segua: parliamo di ragazzi normali, che lavorano tanto, non cercano soldi, sono partiti da zero e si stanno giocando la serie A... e sono ancora gli stessi di quando giocavano in prima divisione.
Finchè ci saranno dei Ricchetti, dei Raimondi e dei Paride Lugli, a Correggio si potrà continuare a sognare qualsiasi cosa".


Correggio sul tetto d´Italia - I flash rossoblu di Daldello, Cerquetti e Vaccari
Il palleggiatore trevigiano: "Se lo meritavano dopo tutti i sacrifici che han fatto". Il martello ravennate: "Bellissimo vincere in questo modo". Il modenese: "Che reazione dopo aver perso il 1° posto in campionato"

Sono 28 i ragazzi che dal 2004, anno dell´inizio dell´ERA ASTOLFI, hanno contribuito a portare Correggio sul tetto d´Italia.
Non saranno "ufficialmente" campioni d´Italia come i 15 eroi della stagione 2010/2011, ma idealmente anche loro sono saliti sul podio di Carpi 2011.
Andrea Da Como, Davide Sighinolfi, Elia Piccinini, Francesco Zapparoli, Mattia Malmusi, Federico Severi, Marcello Galli, Enrico Carretti, Max Manfrin, Federico Maselli, Pier Mario Nibbio, Andrea Tagliavini, Simone Prampolini, Riccardo Vecchi, Riccardo Chiesa, Filippo Giannotti, Matteo Zenari, Davide Incerti Libori, Stefano Antoniazzi, Samuele Vaccari, Luca Davoli, Manuel Bettini, Luca Manzini, Francesco Prato, Marco Cerquetti, Davide Bassoli, Nicola Daldello, Simone Meneguzzo.
In rigoroso ordine di appartenenza ai colori rossoblu, dalla stagione 2004/05 a quella scorsa, ecco chi ha fatto parte della grande famiglia del Correggio Volley campione d´Italia.
Qualche flash rossoblu ce lo regalano tre giocatori che, nelle ultime stagioni, hanno regalato grandi emozioni all´Einaudi e non solo.
Nicola Daldello (stagione 2009/2010): "Se lo meritavano, per tutto quello che ci mettono in palestra ogni giorno, pur non essendo professionisti.
Danno l´anima, lavorano e si fanno un mazzo così per giocare. Dopo tanti sacrifici, era giusto venissero ripagati da questo trionfo".
Marco Cerquetti (stagioni 2008/2009 e 2009/2010): "Dopo due anni di tentativi, alla terza avventura in Coppa ce l´hanno fatta. A Valeggio sul Mincio e contro Genova erano state due delusioni atroci, vincere in quel modo a Carpi ripaga di tutto.
Sono felicissimo per i ragazzi, i tecnici e tutta la società".
Samuele Vaccari (stagioni 2007/2008 e 2008/2009): "Credo che nessuna squadra al mondo meritasse questo successo più di loro.
A maggior ragione in una stagione dove questa squadra ha avuto la forza di reagire ad un campionato dominato e poi perso nel finale.
Arrivare secondi e vincere la Coppa in questo modo sono segno di un carattere d´acciaio".



Correggio sul tetto d´Italia - I flash rossoblu di Daldello, Cerquetti e Vaccari
Il palleggiatore trevigiano: "Se lo meritavano dopo tutti i sacrifici che han fatto". Il martello ravennate: "Bellissimo vincere in questo modo". Il modenese: "Che reazione dopo aver perso il 1° posto in campionato"

Sono 29 i ragazzi che dal 2004, anno dell´inizio dell´ERA ASTOLFI, hanno contribuito a portare Correggio sul tetto d´Italia.
Non saranno "ufficialmente" campioni d´Italia come i 15 eroi della stagione 2010/2011, ma idealmente anche loro sono saliti sul podio di Carpi 2011.
Andrea Da Como, Davide Sighinolfi, Elia Piccinini, Francesco Zapparoli, Mattia Malmusi, Federico Severi, Marcello Galli, Enrico Carretti, Max Manfrin, Federico Maselli, Giuseppe Scanzano, Pier Mario Nibbio, Andrea Tagliavini, Simone Prampolini, Riccardo Vecchi, Riccardo Chiesa, Filippo Giannotti, Matteo Zenari, Davide Incerti Libori, Stefano Antoniazzi, Samuele Vaccari, Luca Davoli, Manuel Bettini, Luca Manzini, Francesco Prato, Marco Cerquetti, Davide Bassoli, Nicola Daldello, Simone Meneguzzo.
In rigoroso ordine di appartenenza ai colori rossoblu, dalla stagione 2004/05 a quella scorsa, ecco chi ha fatto parte della grande famiglia del Correggio Volley campione d´Italia.
Qualche flash rossoblu ce lo regalano tre giocatori che, nelle ultime stagioni, hanno regalato grandi emozioni all´Einaudi e non solo.
Nicola Daldello (stagione 2009/2010): "Se lo meritavano, per tutto quello che ci mettono in palestra ogni giorno, pur non essendo professionisti.
Danno l´anima, lavorano e si fanno un mazzo così per giocare. Dopo tanti sacrifici, era giusto venissero ripagati da questo trionfo".
Marco Cerquetti (stagioni 2008/2009 e 2009/2010): "Dopo due anni di tentativi, alla terza avventura in Coppa ce l´hanno fatta. A Valeggio sul Mincio e contro Genova erano state due delusioni atroci, vincere in quel modo a Carpi ripaga di tutto.
Sono felicissimo per i ragazzi, i tecnici e tutta la società".
Samuele Vaccari (stagioni 2007/2008 e 2008/2009): "Credo che nessuna squadra al mondo meritasse questo successo più di loro.
A maggior ragione in una stagione dove questa squadra ha avuto la forza di reagire ad un campionato dominato e poi perso nel finale.
Arrivare secondi e vincere la Coppa in questo modo sono segno di un carattere d´acciaio".


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