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Coppa Italia B1F: Esulta la Matia Ornavasso

25-04-2011 07:44 - Notizie dalla lega
ORNAVASSO - Un boato colorato di giallonero e la Coppa Italia si leva al cielo sulle note di "We are the champions". È dolce, anche più del miele, la vittoria che le Api si sono regalate nella vigilia di Pasqua trascorsa a Verbania, in una serata da ricordare perché perfetta. In rare (forse uniche) occasioni, capita infatti che tutte le tessere del mosaico vadano a posto in un sol momento, dando la certezza che quando erano state posate a casaccio c´era comunque un destino scritto.
Così è andato in scena il film della Matia Ornavasso, il cui copione - letto col senno di poi - s´andava scrivendo da un po´, almeno dalla finale persa due anni fa a Trani in B2 e dal tormentone che ne è seguito.

L´istantanea da cui partire è l´abbraccio di Oscar e Alessia Ghilardi a fine partita. Un abbraccio che dice tante cose, che ha una dedica speciale e che chiude il cerchio d´un ciclo pallavolistico e ne apre un altro. Alessia aveva lasciato la "sua" Ornavasso perché la squadra le stava stretta e ora la ritrova con una Coppa Italia in bacheca. Il pensiero (e l´abbraccio) corre a suo papà, uno dei capisaldi storici della società, e alla mamma Meri che non c´è più. Il trionfo è completo con il titolo di miglior libero al capitano morale delle Api, che fa il paio con l´Mvp di Veronica Minati, il capitano in campo. Anche il suo è un ritorno nella provincia che le ha dato i natali e, anche per questo, la gioia di trionfare di fronte a amici e familiari è doppia. C´è un trofeo personale anche per Federica Tasca, miglior muro della final four che, con l´altra bergamasca Sara Loda rappresenta l´anima più ruspante della squadra ma anche l´emblema della crescita mostrata in tutto l´anno dal gruppo. Si prende una bella rivincita personale anche Giulia Salvi, che l´anno scorso aveva vissuto le disavventure di Reggio Emilia culminate con la retrocessione. E lo fa pure Federica Pasini, tornata a vivere le belle emozioni provate due stagioni addietro a Carnago, quando sfiorò la serie A. E che dire di Marta Rovetta, ottima in regia e i cui lunghi soggiorni nella zona di servizio hanno spianato la strada alle Api. Ma c´è gloria per tutte le altre: la verbanese Giulia Albini, Laura Garavaglia, Serena Mossetti, l´ornavassese Nicole Uttini e la più giovane di tutti: Federica Zampieri.

Non si può dimenticare poi l´esemplare lavoro dello staff tecnico. Massimo Bellano e i suoi collaboratori (vice, assistenti, preparatore atletico, scoutman e fisioterapisti) hanno portato la squadra al meglio delle condizioni psicofisiche nel momento che serviva e hanno cesellato un capolavoro di partita.

Che dovesse finire così, come detto, forse era scritto. Dopo la vittoria ai quarti con Vigevano (rivincita dell´eliminazione subita, nella stessa fase, l´anno prima) e la "pazza idea" della candidatura per l´organizzazione, le tessere hanno iniziato a mettersi in ordine, non ultima quella di Casalmaggiore, che è sembrata da subito l´avversaria predestinata, perché forse la più forte, per la finalissima. Dopo la scoppola subita sabato l´altro nel Cremonese c´era il timore di replicare quella brutta prova. E invece con un gran carattere è arrivata la più clamorosa delle vittorie. È stata appunto una serata perfetta, condita da un pubblico eccezionale - Curva Becks e Sciame Regine meritano un applauso ma una citazione va a Mattia e Maurizio che hanno perso... lo scalpo -, dalla vicinanza di tanti amici, dalle belle coreografie della Ginnastica e Danza Veronica Argento, dalla presenza di un monumento della pallavolo del Vco come Lorenzo De Felici.

Una concessione personale e un po´ egoistica se la prende la società perché ha gestito - riteniamo al meglio, anche se la perfezione non è di questo mondo - un impegno tutt´altro che facile. Oltre alle difficoltà insite in una manifestazione di quel calibro s´è dovuto "costruire" da zero il palazzetto di Verbania, che come è noto non è la casa della Matia.

La conclusione del post Coppa non può che essere un ringraziamento a tutti coloro che hanno giocato, allenato, lavorato, tifato, sostenuto, pubblicizzato, sofferto e gioito con e per la Matia Ornavasso.

Il tempo dei festeggiamenti è però di là dal venire perché Pasquetta spazzerà via gli ultimi scampoli di riposo. Da martedì si torna in palestra: c´è il rush finale del campionato e ci si gioca un posto ai playoff.

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